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I menischi, mediale e laterale, rappresentano i cuscinetti ammortizzatori del ginocchio, riducono infatti i carichi sulla cartilagine di scorrimento e sull’osso sottostante.
Una lesione del menisco può essere di due tipi:
Una lesione "instabile" del menisco provoca quindi un "alterato" scorrimento meccanico del femore sulla tibia che può arrivare fino ad un blocco dell’articolazione e si accompagna in modo variabile a dolore e limitazione funzionale.
Il trattamento delle lesioni meniscali nell’ottica moderna è rivolto a conservare la maggiore quantità possibile di tessuto meniscale, grazie alla cosiddetta meniscectomia selettiva o conservativa e quando possibile a suturare il menisco.

La sutura meniscale è indicata e possibile quando la lesione meniscale ha un profilo regolare ed è situata in zona vascolarizzata (la zona del menisco più vicina alla parete capsulare del ginocchio).
La sutura del menisco può essere eseguita con 3 tecniche:
La sutura meniscale ha buone possibilità di successo se eseguita in ginocchio stabile (senza instabilità legamentose rilevanti) ed in assenza di deviazioni assiali artrosiche.
Alternativa di nicchia da valutare quando sia stato asportato completamente il menisco è il trapianto meniscale, un’ammortizzatore di ricambio proveniente da donatore (allograft) o da tessuto biocompatibile di sintesi che verrà "riabitato" da tessuto biologico.
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Testi e contenuti a cura del Dr. Prof. Leonardo Osti
Specialista in Ortopedia e Medicina dello sport
Professore a.c. Università di Ferrara
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