Artroscopia

Chirurgia artroscopica mininvasiva, traumatologia dello sport


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PRP nelle lesioni della cuffia dei rotatori

Utilizzo artroscopico e non chirurgico

Il PRP è costituito dai fattori di crescita/guarigione contenuti nelle piastrine del sangue che con moderne metodiche sotto controllo specialistico medico possono essere resi disponibili per utiilizzo come collante/stimolatore biologico in grado di indurre o potenziare la risposta riparativa tendinea.
Questa metodica prevede il prelievo di un campione di sangue del paziente che veine sterilmente immesso in apposita "centrifuga". Da questa viene ricavato il "distillato" di fattori di crescita pronto per l’impiego nella sede di riparazione definita

L'evidenza scientifica ha dimostrato che il PRP può migliorare la risposta del paziente trattato in assenza di effetti collaterali fino ad oggi dimostrati.
Il trattamento può essere indicato con due modalità

  1. per via iniettiva in anestesia locale ed eventuale assistenza ecografia
  2. per utilizzo intraoperatorio artroscopico che presenta il vantaggio di valutare direttamente la sede e la reale distribuzione del PRP in rapporto alla lesione tendinea.

Nel primo caso l’indicazione è ristretta solo alla lesioni parziali documentate, nel secondo caso anche nelle lesioni a tutto spessore riparate con reinserzione anatomica con apposite ancorette
Un campo di ulteriore applicazione è l’utilizzo nelle procedure intrarticolari (riparazione di lesioni del labbro glenoideo ed instabilità di spalla) con maggiore problematiche correlate al potenziale effetto fibrotizzante (rigidità articolare/capsulite)

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Testi e contenuti a cura del Dr. Prof. Leonardo Osti
Specialista in Ortopedia e Medicina dello sport
Professore a.c. Università di Ferrara
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