Artroscopia

Chirurgia artroscopica mininvasiva, traumatologia dello sport


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Instabilità rotula

Instabilità rotuleaInstabilità rotulea

L’instabilità rotulea è una patologia che nasce dalla incongruenza articolare nello scorrimento della rotula sulla doccia femorale (troclea) e si codifica in rapporto al grado, dall’iperpressione rotulea esterna alla lussazione rotulea con il grado intermedio della sublussazione rotulea.

L’approfondito esame clinico specialistico è fondamentale per inquadrare correttamente la patologia e si integra all’acquisizione di specifici esami strumentali (RX assiali, RMN e TC con scansioni specifiche).

Instabilità rotuleaInstabilità rotulea

Il trattamento conservativo porta a risultati positivi e nei casi di minore gravità si associa all’utilizzo di specifiche ginocchiere.

Il trattamento artroscopico più frequentemente utilizzato è la lisi del legamento alare della rotula sotto controllo artroscopico ed eventuale plicatura mini-invasiva o artroscopica del legamento mediale della rotulea (che produce il miglioramento della congruenza e stabilità rotulea) associata a trattamento con radiofrequenza della lesione cartilaginea rotulea.

Nei casi di maggiore gravità è indicato un intervento di correzione anatomica (riallineamento dell’apparato estensore) che prevede la reinserzione mediale del tendine rotuleo associata a lisi del retinacolo laterale e possibile reinserzione muscolare del vasto mediale.

Instabilità rotuleaInstabilità rotulea

Patologia spesso associata a quella della femoro-rotulea è la patologia della plica sinoviale, membrana interna del ginocchio risultato di un residuo embrionario del ginocchio. L’inspessimento di questa membrana provoca sintomatologia dolorosa anteriore o mediale associata a sintomatologia di limitazione meccanica anche simil meniscale.

L’esame RMN integrato all’esame specialistico mirato sono fodamentali nella diagnosi ed il trattamento fisioterapico può portare a risultati soddisfacente nelle fasi precoci della patologia. Quando il quadro persiste nonostante il corretto trattamento conservativo è indicato il trattamento artroscopico

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Testi e contenuti a cura del Dr. Prof. Leonardo Osti
Specialista in Ortopedia e Medicina dello sport
Professore a.c. Università di Ferrara
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