Instabilità rotula

Cos'è l’instabilità rotulea?

L’instabilità rotulea è una patologia che nasce dalla incongruenza articolare nello scorrimento della rotula sulla doccia femorale (troclea) e si codifica in rapporto al grado/gravità, dall’iperpressione rotulea esterna alla lussazione rotulea con il grado intermedio della sublussazione rotulea.

TAC - Lionese - di grave instabilità rotulea

TAC - Lionese - di grave instabilità rotulea

Quali sono i sintomi di instabilità rotulea?

I sintomi variano in rapporto alla gravità, nei casi più lievi il sintomo più frequente è il dolore anteriore al ginocchio e dolore che compare mantenendo a lungo una posizione a ginocchio flesso, nei casi di maggiore gravità il paziente lamenta “cedimenti” o instabilità del ginocchio, non riesce a praticare adeguatamente sport in carico e può riferire anche la “fuoriuscita” della rotula, incompleta (sublussazione) o completa (lussazione)

Come si valuta un paziente con instabilità rotulea?

L’approfondito esame clinico specialistico è fondamentale per inquadrare correttamente la patologia e deve valutare non solo la condizione del ginocchio, ma di tutto l’arto inferiore (analisi dell’asse biomeccanico e della rotazione del femore, condizione muscolare etc.) e si integra all’acquisizione di specifici esami strumentali (RX assiali con proiezione rotulea, RMN e TC con scansioni specifiche/protocollo lionese).

È importante valutare in modo accurato la patologia monitorando anche la condizione cartilaginea dell’articolazione femoro-rotulea in quanto l’incongruenza od instabilità può produrre in varia misura una usura accelerata della cartilagine.

Si può curare l’instabilità rotulea senza intervento?

Il trattamento conservativo (comprensivo di potenziamento e riequilibrio muscolare) porta a risultati positivi anche nei casi di minore gravità, si integra all’utilizzo di terapia fisica nelle fasi “acute” e si associa anche all’utilizzo di specifiche ginocchiere, che possono portare ad un oggettivo miglioramento della congruenza rotulea e può premettere di praticare attività sportiva.

Il “banco di prova” del recupero funzionale è nello sportivo è la completa ripresa dell’attività in assenza di limitazioni funzionali (vedi: R. Osti, G. Bernardini, L. Osti, La riabilitazione della femoro-rotulea. Congresso Nazionale SICOOP, 2008)

Con le nostre ricerche in questo campo abbiamo anche sviluppato un modello innovativo di ginocchiera stabilizzatirice dinamica per l’instabilità di rotulea (Brevetto USA) che ha dimostrato un oggettiva efficacia negli studi eseguiti con risonanza dinamica (vedi: L. Osti, M. Mastrantuono, Effect of a new patella realignement brace on patellofemoral relationship: a dynamic MRI Study ESSKA Meeting Abstract Book, Athen 2004 L. Osti, M. Mastrantuono A new dynamic patella brace: a motion MRI study. Isakos Meeting 2005)

Abbiamo anche sviluppato un protocollo di trattamento conservativo associato ad una modifica alla suddetta ginocchiera che ne ha permesso l’utilizzo nell’attività sportiva della pallavolo riscontrando un miglioramento della sintomatologia e prestazione sportiva (giornate giocate)
(vedi: L. Osti, R. Osti, L. Sorbilli. La patologia femoro-rotulea nel pallavolista: la nosta esperienza Traumatologia dell’arto inferiore nella Pallavolo ATTi 2006)

Cos'è la plica sinoviale?

La plica sinoviale è una membrana presente all’interno del ginocchio nella maggior parte degli individui, può diventare fonte di problemi e sintomatologia quando è particolarmente estesa, quando si inspessisce e “fibrotizza” dopo un trauma o per un “conflitto” femoro-rotuleo e quindi, se non responsiva al trattamento conservativo, può necessitare di asportazione artroscopica.

Con le nostre ricerche in quest’ambito abbiamo definito una variante anatomica di plica sinoviale (vedi: L. Osti, SH Liu: The pathological lateral band of infrapatellar plica. Abstract Book Wordl Congress of Ortopaedic Sports Trauma, Gold Coast, Australia, 2000)

Immagine plicatura artroscopica

Quale sono i trattamenti artroscopici possibili per l’instabilità rotulea?

Il trattamento varia in rapporto alla gravità e condizione della patologia.

Quando viene documentata una lateralizzazione ed inclinazione eccessiva, può essere eseguita la lisi del legamento alare esterno della rotula sotto controllo artroscopico ed eventuale plicatura (ritensionamento) mini-invasivo o artroscopica del legamento alare mediale della rotula (che produce il miglioramento della congruenza e stabilità rotulea) associata a possibile trattamento con radiofrequenza della lesione cartilaginea rotulea frequentemente riscontrata (Vedi: L. Osti. Artroscopic lateral release: Potential pitfalls and actual indications: Combined Meeting Asia Pacific Orthopaedic Association./Sports Medicine Society, Singapore 12-16 October 2002)

Il lateral release isolato correttamente eseguito può produrre anche una rilevante riduzione della possibilità di lussazione della rotula come abbiamo dimostrato in uno studio eseguito a follow-up medio di 13 anni dall’intervento (vedi L. Osti, J. Bartlett: Lateral release for recurrent patellar dislocation: a 13 years follow-up study ESSKA Meeting, Roma Aprile 2002)

Per l’importanza dimostrata nella stabilizzazione della rotula del ruolo del legamento alare mediale, sono state recentemente introdotte e sviluppate tecniche mini-invasive di ricostruzione di questo legamento anche isolata con utilizzo preferenziale del tendine semitendinoso isolato o associata ad interventi di ricostruzione anatomica maggiore di lesioni dell’apparato estensore.

Nei casi di maggiore gravità è indicato un intervento di correzione anatomica (riallineamento dell’apparato estensore) che prevede la reinserzione mediale (“più centrata”) del tendine rotuleo ed eventualmente più bassa nei casi di posizione congenita più alta della rotula associata a lisi del retinacolo laterale e possibile reinserzione muscolare del vasto mediale.

In casi particolari dove l’instabilità è correlata alla “piattezza” (displasia della troclea) è possibile produrre una “scanalatura” per un migliore e stabile scorrimento della rotula, tuttavia questa tecnica può essere gravata da complicanze di problematica soluzione. (vedi: L. Osti. La patologia dell’apparato estensore del ginocchio. Meeting Internazionale “Le tendinopatie” 2007)