Trapianti cartilaginei

Trapianto osteocondrale

Il trapianto osteocondrale risulta indicato in presenza di una lesione cartilaginea a tutto spessore con irregolarità o perdita di sostanza della base ossea di impianto della cartilagine.

La tecnica prevede il prelievo di un cilindro di osso rivestito da cartilagine in zona non di carico con apposito strumentario e l'impianto in sede di lesione in modo da ripristinare la superficie articolare stabile e congruente.

Possono essere eseguiti prelievi ed innesti multipli con “cilindri” ossei di dimensioni più ridotte, la tecnica prende il nome di mosaicoplastica.

Di seguito è possibile vedere una sequenza di immagini artroscopiche che illustra una lesione cartilaginea a tutto spessore del condilo mediale trattata con innesto di un cilindro/plug osteocondrale prelevato in zona non di carico all’interno dello stesso ginocchio.
(vedi L.Osti F. Soldati Mosaicoplastica e OATS, apitolo in Artroscopia, Libro Sigascot in Press, P.Randelli Ed)


(1) Immagine di lesione a tutto spessore della cartilagine
(2) Immagine intraoperatoria di prelievo di cilindro osteocondrale nel sito ricevente
(3) Immagine intraoperatoria di innesto di cilindro osteocondrale
(4) Immagine della lesine riparata con innesto ostecondrale perfettamente congruente

Microperforazioni/microfratture

La tecnica rappresenta l'evoluzione moderna di una tecnica già consolidata e prevede, con l'apposito strumento, la stimolazione della risposta riparativa cartilaginea a partenza dall’osso sottostante la cartilagine (subcondrale).

I risultati riportati con tecnica accurata sono simili a quelli ottenuti con i trapianti cartilaginei in pazienti comparabili per età e livello di attività. Nel breve termine con maggiore tendenza al deterioramento del risultato nel medio lungo termine.

Nei nostri studi casistici abbiamo riscontrato un miglioramento dei risultati associando un programma riabilitativo modulato sui tempi di risposta biologica e con l’utilizzo seriale di acido ialuronico per via iniettiva.
(Vedi: L. Osti, R, Papalia, A. Del Buono, N. Maffulli, V. Denaro Micfrofracture of the knee in athletes with or without hyaluronic acid treatment. a prospective randomized study. Abstract Book Isokinetic Meeting 2010)

(1) Microperforazioni cartilagine ginocchio
(2) Microperforazioni cartilagine ginocchio

Trapianto cartilagineo omologo

Prevede il prelievo di cellule cartilaginee del paziente che vengono inviate in coltura per espansione e successivamente reimpiantate nello stesso paziente nella sede della lesione arrivando a ripristinare la corretta forma e congruenza anatomica.

(1) Immagine intraoperatoria di trapianto cartilagineo omologo del condilo femorale
(2) Immagine schematica di trapianto cartilagineo con copertura di flap periostale prelevato dalla tibia

È possibile effettuare tutto l’intervento in artroscopia.

La validità della tecnica è correlata al rispetto di regole codificate e scientificamente dimostrate:

  • lesione cartilaginea isolata
  • stabilità legamentosa
  • assenza di deviazioni assiali rilevanti
  • età possibilmente inferiore ai 45 anni

Lo svantaggio relativo di questa tecnica è il doppio intervento ed il tempo necessario per la coltura delle cellule da reimpiantare per cui negli anni sono state sviluppate tecniche “biologiche alternative” come la tecnica con innesto di membrana biologica condroinduttiva ed il prelievo/innesto di cellule mesenchimali (midollari).

Innesto di membrane Biologiche condroinduttive

Queste tecniche artroscopiche possono essere eseguite in associazione al trattamento con microfratture od ad un prelievo di cellule mesenchimali/staminali che vengono preparate come una matrice gel.

La membrana viene opportunamente “sagomata” sulla sede e dimensione esatta della lesione applicandola come un robusto “telo” di protezione che protegge e fornisce lo scaffold/impalcatura di maturazione delle cellule in corso di maturazione e viraggio cartilagineo.