Chirurgia protesica alla spalla

Il concetto ed approccio chirurgico di mini-invasivo nella chirurgia di spalla è rivolto al ridotto impatto sui tessuti, riduzione delle dimensioni dell’accesso chirurgico e della conseguente cicatrice ed al rispetto dei piani anatomici.

L’artroscopia, tecnica endoscopica con la quale le strutture vengono visualizzate con una telecamera introdotto tramite un accesso di pochi mm e si eseguono intervento utilizzando strumenti dedicati del diametro medio di 5-7 mm, rappresenta la massima espressione dell’approccio chirurgico mini-invasivo alla spalla.

Nella chirurgia dell’instabilità di spalla (che viene eseguita in casi particolari un cui l’entità del difetto osseo creato dalla lussazione della spalla può rendere inefficace il risultato ottenuto con la chirurgia artroscopica) la riduzione delle dimensioni dell’accesso chirurgico si associa anche al rispetto del piano anatomico della “barriera anteriore” della spalla, il tendine del sottoscapolare, che viene lasciato inserito raggiungendo il piano articolare tramite un piccolo opercolo creato nel tendine che viene suturato a fine intervento a tutto vantaggio del recupero funzionale del paziente.

Nella chirurgia protesica il concetto di mini-invasivo si basa su un accesso diretto articolare di ridotte dimensioni con rispetto dei piani anatomici e sull’impiego di modelli protesici a basso impatto sull’osso (ridotte dimensioni pur con stabilità parificabile a modelli di maggiori dimensioni)